Parte delle nostre terre è dedicata alla coltivazione dei grani antichi. Ma esattamente, cosa sono?
Il nome dà un piccolo suggerimento: si tratta di varietà di frumenti già presenti e utilizzati in passato, non modificati dall’uomo per aumentarne la resa e le caratteristiche, quindi rimasti alla loro natura originaria.
Hanno una struttura più alta con spighe più dure, non sono soggetti a parassiti e funghi, pertanto non richiedono l’utilizzo di diserbanti, pesticidi e fungicidi.
I grani antichi vengono lavorati con la macinazione a pietra, questo permette di ottenere farine meno raffinate ma più ricche di proprietà nutrizionali.
Sono più digeribili, in quanto il rapporto tra amido e glutine è più equilibrato.
La minor presenza di glutine rende il prodotto più digeribile e favorisce l’assorbimento di minerali e antiossidanti.
Coltivarli è importante per riavvicinarci alle nostre origini, salvaguardando queste specie vegetali impediamo che si estinguano.
È un’opportunità per preservare la biodiversità, promuovendo un’alimentazione più consapevole e salutare per noi e per il pianeta.