Api e miele a Coriano

Api e Miele

Nel ciclo vitale della natura le piante e le erbe sono da sempre in simbiosi con gli insetti cosiddetti “pronubi”, ovvero che si occupano dell’impollinazione. Quasi tutte le essenze botaniche si avvalgono di questi insetti per moltiplicarsi e procreare.

Durante la fioritura emettono del nettare che attira gli insetti che sporcandosi di polline e passando di fiore in fior ne permettono la fertilità e quindi di diventare un frutto con dei semi che potranno un giorno germogliare e dare vita ad una nuova pianta.

E’ il caso di quasi tutta la frutta e verdura sui nostri tavoli… Le api, sebbene non siano l’unico insetto impollinatore, sono quello che più porta benefici alle colture poichè quando bottina una essenza, si concentra su di essa, senza disperdere polline su altre colture.

Un bel vantaggio!!

Alla luce di questa premessa si comprende bene come sia indispensabile avere a disposizione di ogni coltura un certo numero di api, sufficienti per permettere l’allegagione e il buono sviluppo del frutto. L’apicoltura, appare quindi ovvio, è fondamentale in ogni coltivazione agricola, ma il miglior rapporto di coesistenza avviene sicuramente nelle realtà che hanno detto addio ai trattamenti fitofarmaci. In una coltivazione naturale dove si mettono le piante nella possibilità di essere robuste e capaci di reagire agli insetti dannosi, anche le api prosperano.

In tutto questo lavorio per l’impollinazione, le api non finiscono di stupirci e ci regalano anche dell’ottimo miele. La raccolta del nettare e la successiva lavorazione e deumidificazione da parte delle api, permette di ottenere appunto quello che in passato era definito “nettare degli dei”.

L’Italia, grazie alla sua conformazione geografica, è un ambiente molto vario e permette la produzione di tantissimi mieli “monoflora”, ovvero dove è presente in maniera preponderante una sola essenza nettarifera. In Romagna è il caso del miele di Acacia (delicato e dall’aroma di mandorla) e di Tiglio (con un sapore deciso e balsamico).

Quando invece permettiamo alle api di raccogliere nettare per un periodo più lungo rispetto alla fioritura di una sola essenza botanica, otteniamo del miele “millefiori”. In questa tipologia di mieli si può trovare una vastità di profumi e aromi pressochè infinita. Anno dopo anno il miele millefiori avrà caratteristiche ed accenti diversi derivanti dall’andamento climatico e dalle colture limitrofe.

Sicuramente un miele che può accendere la fantasia e stimolare il gusto di chi lo assapora, al cucchiaio, come dolcificante in una tisana e anche accostato a formaggi più o meno stagionati.